sabato, 2 dicembre 2006

Gaarder Jostein, La ragazza delle arance

Questo libro mi ha intrigato molto, è molto corto ma di gran contenuto, l'autore riesce ad esprimere le emozioni con semplicità, in modo da far suscitare tenerezza e amore in poche pagine.

Georg Røed ha quindici anni e conduce una vita tranquilla, come la maggior parte dei suoi coetanei. Ma un giorno trova una lettera che suo padre gli aveva scritto prima di morire e che aveva poi nascosto, affinché il figlio la potesse trovare una volta grande. In questa lettera il padre, Jan Olav, racconta la storia della "ragazza delle arance", una giovane con un sacchetto di arance incontrata un giorno per caso su un tram di Oslo e subito persa. Per Jan è un colpo di fulmine. Georg si appassiona a questo racconto, che si accorge riguardarlo molto da vicino e che pian piano gli svela ciò che è accaduto prima della sua nascita; un racconto attraverso il quale la voce del padre lo raggiunge da lontano facendolo riflettere sul senso della vita.

Il libro è molto avvincente, il padre morto molti anni prima, decide di lasciare un lettere al figlio, in modo da fargliela trovare solo nel futuro. Questo libro ha tratti è malinconico ma con un'ottima idea di fondo e viene spontaneo ponerti delle domande( a tratti anche pesanti) come qual è il significato della vita o della morte, e soprattutto qual è il significato dell'amore ? Il libro non risponde a queste domande ma nella testa continuano ad esserci...
Provate a leggerlo e ditemi cosa ne pensate...

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